Acea ATO 5 Sanzionata per Pratiche Scorrette: Conferma del Consiglio di Stato

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Lo Studio Giusti&Laurenzano a fianco dei consumatori nella tutela dei diritti contro condotte aggressive e non trasparenti

Cosa è successo

Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del TAR Lazio (sentenza n. 8765/2023), rigettando il ricorso presentato da Acea ATO 5, gestore del Servizio Idrico Integrato per la provincia di Frosinone. In sostanza, la decisione ribadisce il provvedimento n. 27798/2019 adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che aveva sanzionato il gestore per le pratiche commerciali scorrette rivolte agli utenti.

Quali sono state le scorrettezze

  1. Morosità e distacchi illegittimi. Acea ATO 5 sospendeva la fornitura d’acqua anche quando non ne aveva diritto, ad esempio nei casi in cui la responsabilità della morosità non era chiaramente dell’utente. In alcuni casi, gli utenti si ritrovavano senza servizio pur avendo fatto regolari pagamenti o in presenza di controversie aperte.
  2. Limitazioni al reclamo. Acea complicava il diritto degli utenti a presentare un reclamo o contestare una bolletta: le procedure erano poco chiare o rese inutili da regole che favorivano sempre il gestore, anche quando l’utente aveva motivi validi per chiedere una verifica.
  3. Ostacoli alla Rettifica delle Bollette. Acea ATO 5 rendeva difficile per gli utenti ottenere la correzione delle bollette in caso di perdite d’acqua nascoste, come quelle causate da tubature rotte non visibili. In teoria, quando succedono queste perdite non dovute a colpa dell’utente, il gestore dovrebbe ridurre l’importo della bolletta (questa procedura è chiamata “depenalizzazione”). Ma Acea applicava regole che limitavano questa possibilità, favorendo se stessa e penalizzando i consumatori.

Come lo Studio le ha risolte

Lo Studio Legale GIUSTI&LAURENZANO, rappresentato dall’Avv. Carmine Laurenzano, ha supportato i consumatori intervenendo a sostegno dell’Associazione CODICI. Grazie a questo intervento, le ragioni dell’AGCM sono state confermate sia dal TAR che dal Consiglio di Stato, sancendo ufficialmente che le pratiche commerciali adottate da Acea ATO 5 erano scorrette e aggressive, in violazione degli art. 24 e 25 del Codice del Consumo.

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